Stanza di Rosario Livatino

Beato Rosario Livatino in Senato, Fabio Gallo: un grande onore averlo servito

Di Fabio Gallo/

Quando ho ricevuto l’incarico di realizzare un documentario da presentare alle più alte Istituzioni dello Stato dalla Confraternita di Santa Maria Odigitria dei Siciliani di Roma, ho subito sentito che questa esperienza mi avrebbe maturato molto. Ma non avrei mai potuto immaginare così tanto. Entrare nella casa del Giudice Rosario Livatino e avere l’onore di potere accedere alle sue cose, alla sua scrivania, negli spazi che furono da lui vissuti insieme alla sua cara famiglia, in quel silenzio meravigliosamente e drammaticamente siciliano, mi ha letteralmente sospeso nel tempo e nello spazio. Prima di scrivere il testo e di realizzare e montare le immagini, mi sono recato sul luogo nel quale dovette abbandonare questa esistenza per mano criminale. Era notte e per me lo sarebbe stata anche se il sole fosse stato alto. Sono ancora confuso e quando vidi proiettato il documentario nel Senato della Repubblica, presso il Consiglio Superiore della Magistratura, presso la Suprema Corte di Cassazione, presso il Ministero di Grazia e Giustizia, presso il Viminale, nelle sedi che hanno esposto la sua camicia interamente insanguinata che ancora chiedeva “perché?”, ho compreso il dono che mi era stato fatto da Siciliani. Tutto il resto, è nel documentario e nelle parole che go scelto. Tra tutte, sono contento di aver detto che Rosario Livatino non era il “giudice ragazzino”. Non ebbe il tempo di esserlo. Credo che oggi sia tra i miei Angeli custodi. Anzi, ne sono certo. Ciao Rosario, Grazie.

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